I Vattienti di Nocera Terinese

Il rito del sangue; un rito religioso antico le cui prime testimonianze risalgono al 1600 circa. Si svolge il sabato che precede la Pasqua, a Nocera Terinese, un comune della provincia di Catanzaro in Calabria.

La statua della Madonna Addolorata viene portata a spalla per le vie del paese. La leggenda racconta che la statua sia stata scolpita e ricavata da un tronco di albero di pero e che il suo realizzatore abbia perso immediatamente la vista per non poter più realizzare in futuro un capolavoro uguale.

Il “Vattiente” (flagellante) indossa dei pantaloncini corti di color nero, una corona di spine e porta con se il Cardo e la Rosa. Due dischi di sughero; il primo è formato da una base in cera sulla quale sono conficcati 13 cocci di vetro che simboleggiano Cristo e i dodici Apostoli e che serve appunto al Vattiente a flagellarsi le gambe

la seconda (la Rosa) è un sughero levigato che invece serve, per così dire, a preparare le gambe a ricevere i colpi del cardo, serve anche a lasciare le impronte del sangue in prossimità delle case di amici e parenti e sul petto dell’ Ecce Homo.

Quest’ultima figura è legata al Vattiente mediante una cordicella e porta con se una croce rossa, una piccola corona di spine e un drappo color rosso che ne lascia scoperte le spalle. I Vattienti attraverso questo rito fanno voto di espiazione per i peccati commessi.

 

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filippolabate
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